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FISE: il mondo dei giovani a confronto per raggiungere 

Marte

Dal nostro inviato alla NASA Gennaro Esposito

Classe IV A Scientifico I.I.S.S. “Marini-Gioia”

 

Un’esperienza indimenticabile

(a sinistra l’ingegnere Francesco Fusco, già ex alunno del Liceo Scientifico “Ercolano Marini” di Amalfi ed instancabile promotore dell’iniziativa)

 

 

La FISE (Foundation for International Space Education) è una fondazione privata che ha sede a Houston, una delle città più giovani degli Stati Uniti. Proprio qui, ogni anno, si dà la possibilità di trascorrere una vacanza-studio di due settimane a studenti delle Scuole Superiori provenienti da ogni angolo del mondo. Questa opportunità  è stata offerta anche a me. E’ stata, senza dubbio, una forza motrice che ha aperto i miei orizzonti, permettendomi di conoscere il mondo intero con le sue sfaccettature e le sue problematiche. Durante i quindici giorni a Houston  ho stretto amicizia con ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo: Argentina, Australia, Canada, Cile, Costa Rica, Francia, Germania, India, Inghilterra, Irlanda, Isola di Man, Messico, Nuova Zelanda, Russia, Stati Uniti d’America e Sud Africa. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con altre culture, altre civiltà ed altre religioni. Nulla, in realtà, sembrava dividerci ed allontanarci l’uno dall’altro. Non a caso una delle finalità più importanti perseguita dalla Fise è quella di riportare la fraternità al centro della nostra società sempre più  tecnocratica e burocratica. La fraternità è senz’altro – come ho vissuto praticamente -  non solo fondamento e via per la pace, ma anche il presupposto per superare una “cultura dello scarto” e promuovere una “cultura dell’incontro”, per camminare verso la realizzazione di un mondo più giusto e più progredito dal punto di vista scientifico e morale. Costituite cinque squadre, ogni team ha dedicato gran parte delle proprie energie nella messa a punto del progetto che aveva come obiettivo generico ed essenziale quello di pianificare nei minimi particolari e, dunque, in tutti i suoi aspetti, una missione umana verso Marte, il rosso pianeta che sembra tanto attrarre l’uomo come un magnete un pezzo di ferro o come una donna il suo uomo. Questa esperienza non è stata soltanto occasione di arricchimento culturale, ma è stata anche in grado di far capire a noi giovani che tutte le difficoltà sono superabili quando ci sono l’umiltà, l’unità e la concordia. Uno dei tanti traguardi che abbiamo conseguito è stato, senza dubbio, quello di comprendere l’importanza di affrontare le difficoltà senza cercare scorciatoie. “Per aspera sic itur ad astra”:  proprio come diceva Seneca, filosofo, drammaturgo e politico romano, attraverso le asperità si giunge alle stelle. E mai le stelle, a Houston, mi sono sembrate così tanto vicine! Ho imparato che le difficoltà forgiano l’essere umano. Non dobbiamo desiderare di avere una vita senza difficoltà e problemi, che sono quasi le essenze della nostra esistenza. L’impegno e la convinzione sono le spade che abbiamo per superare qualsiasi ostacolo, ma ciò che rende la spada più affilata è la costanza. Senza di essa anche la freccia più appuntita potrebbe diventare innocua! Altri due sono stati i segnali morali che mi sono stati trasmessi da questa indimenticabile esperienza: l’umiltà di ingegneri, astronauti e docenti che interloquivano con noi con grande ed ammirevole semplicità;  l’importanza dello sport, che è capace di rinvigorire l’anima e la mente e non soltanto il corpo. Uno stile di umiltà, mitezza e mansuetudine avvolgeva tutti coloro con i quali siamo entrati in contatto: persone sincere che, nonostante la loro elevata preparazione culturale, non erano “cantanti” delle loro qualità e dei loro talenti. Ecco, questa è stato uno dei doni più preziosi ricevuti, che ha riempito il cuore e ci  ha insegnato a cercare di non esaltare i traguardi o gli obiettivi che abbiamo raggiunto. Tante parole occorrerebbero per riassumere un solo concetto, che è quello che mi è più a cuore:  “L’esperienza della United Space School non è una delle tante opportunità che ci vengono offerte dalla scuola, ma è l’Opportunità che tutti dovrebbero cogliere al volo, perché, anche se solo per quindici giorni, viviamo un’esperienza di confronto di idee ed opinioni scientifiche e morali che senza dubbio lascerà un marchio indelebile nel nostro futuro.”

 

Si ringraziano i professori

Giuseppina Severino e Massimiliano De Iuliis

e l’ingegnere Francesco Fusco

per il supporto didattico fornito per la realizzazione di questo articolo

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